Individualismo?

Individualism

Individualismo

个人主义

22 january 2021 January 22, 2021 22 de january de 2021 2021年1月22日
scritto in italiano · written in Italian
scritto in italiano · escrito en italiano
scritto in italiano · 原文为意大利语

Sa governarsi l’uomo? Sia come singolo che come specie?
Si parla di individualismo? Ma dove è solo una massa informe uniformemente schiava di desideri, dov’è l’individuo?

Non sa governarsi perché crede di saper tutto.
E che quel poco che è la sua opinione, derivante dall’interesse legato al desiderare, gli sia sufficiente a dimostrare la sua ragione.

Ed ovviamente, pur illudendosi di differenziarsi dalla massa, in essa sempre ricade. Poiché in realtà ciò che lui pensa in sé differente è comunque legato dal comune tendere all’unico fine astratto che è stato scelto come denaro: potere di possedere.

Ecco l’uomo?

Ecco il fango nel fango.
Il liquame nel liquame.
La tossina nella tossina.

E così quando le sole cose di cui si ha davvero bisogno sono a portata di mano, subito si ambisce alla sofferenza del superfluo. Un cieco inganno che conduce proprio qui, dove sparisce l’individuo: estinzione della “specie”.

Perché ora nessuno sa da sé governarsi.
Agire? Fare?
Essere, avere, non essere, non avere.

Quale può mai essere l’espressione di questa massa se non esigere istituzioni volte a compiacere ogni suo desiderio e capriccio?

Si giudica e accusa la mancata capacità di governare dell’organo a questo preposto: il governo.
E infatti l’uomo non sa governarsi. L’uomo non fa l’uomo.
E si chiama tale, dice di essere. Pertanto non è.

Poiché faccio il nuovo ogni volta ed esso fa e fa fare.
Poiché non contemplo la stasi.
Poiché mi avete chiamato quando nome non ho posto.
Poiché avete definito leggi quando esclusivamente faccio.
Poiché avete stabilito fini e mezzi.

Qui ed ovunque
faccio e faccio fare.

Il dono… dona!

Amore e gioia!

La certezza della sorpresa!

Nuovo!

Sa governarsi l’uomo? Sia come singolo che come specie?
Si parla di individualismo? Ma dove è solo una massa informe uniformemente schiava di desideri, dov’è l’individuo?

Non sa governarsi perché crede di saper tutto.
E che quel poco che è la sua opinione, derivante dall’interesse legato al desiderare, gli sia sufficiente a dimostrare la sua ragione.

Ed ovviamente, pur illudendosi di differenziarsi dalla massa, in essa sempre ricade. Poiché in realtà ciò che lui pensa in sé differente è comunque legato dal comune tendere all’unico fine astratto che è stato scelto come denaro: potere di possedere.

Ecco l’uomo?

Ecco il fango nel fango.
Il liquame nel liquame.
La tossina nella tossina.

E così quando le sole cose di cui si ha davvero bisogno sono a portata di mano, subito si ambisce alla sofferenza del superfluo. Un cieco inganno che conduce proprio qui, dove sparisce l’individuo: estinzione della “specie”.

Perché ora nessuno sa da sé governarsi.
Agire? Fare?
Essere, avere, non essere, non avere.

Quale può mai essere l’espressione di questa massa se non esigere istituzioni volte a compiacere ogni suo desiderio e capriccio?

Si giudica e accusa la mancata capacità di governare dell’organo a questo preposto: il governo.
E infatti l’uomo non sa governarsi. L’uomo non fa l’uomo.
E si chiama tale, dice di essere. Pertanto non è.

Poiché faccio il nuovo ogni volta ed esso fa e fa fare.
Poiché non contemplo la stasi.
Poiché mi avete chiamato quando nome non ho posto.
Poiché avete definito leggi quando esclusivamente faccio.
Poiché avete stabilito fini e mezzi.

Qui ed ovunque
faccio e faccio fare.

Il dono… dona!

Amore e gioia!

La certezza della sorpresa!

Nuovo!

Sa governarsi l’uomo? Sia come singolo che come specie?
Si parla di individualismo? Ma dove è solo una massa informe uniformemente schiava di desideri, dov’è l’individuo?

Non sa governarsi perché crede di saper tutto.
E che quel poco che è la sua opinione, derivante dall’interesse legato al desiderare, gli sia sufficiente a dimostrare la sua ragione.

Ed ovviamente, pur illudendosi di differenziarsi dalla massa, in essa sempre ricade. Poiché in realtà ciò che lui pensa in sé differente è comunque legato dal comune tendere all’unico fine astratto che è stato scelto come denaro: potere di possedere.

Ecco l’uomo?

Ecco il fango nel fango.
Il liquame nel liquame.
La tossina nella tossina.

E così quando le sole cose di cui si ha davvero bisogno sono a portata di mano, subito si ambisce alla sofferenza del superfluo. Un cieco inganno che conduce proprio qui, dove sparisce l’individuo: estinzione della “specie”.

Perché ora nessuno sa da sé governarsi.
Agire? Fare?
Essere, avere, non essere, non avere.

Quale può mai essere l’espressione di questa massa se non esigere istituzioni volte a compiacere ogni suo desiderio e capriccio?

Si giudica e accusa la mancata capacità di governare dell’organo a questo preposto: il governo.
E infatti l’uomo non sa governarsi. L’uomo non fa l’uomo.
E si chiama tale, dice di essere. Pertanto non è.

Poiché faccio il nuovo ogni volta ed esso fa e fa fare.
Poiché non contemplo la stasi.
Poiché mi avete chiamato quando nome non ho posto.
Poiché avete definito leggi quando esclusivamente faccio.
Poiché avete stabilito fini e mezzi.

Qui ed ovunque
faccio e faccio fare.

Il dono… dona!

Amore e gioia!

La certezza della sorpresa!

Nuovo!

Sa governarsi l’uomo? Sia come singolo che come specie?
Si parla di individualismo? Ma dove è solo una massa informe uniformemente schiava di desideri, dov’è l’individuo?

Non sa governarsi perché crede di saper tutto.
E che quel poco che è la sua opinione, derivante dall’interesse legato al desiderare, gli sia sufficiente a dimostrare la sua ragione.

Ed ovviamente, pur illudendosi di differenziarsi dalla massa, in essa sempre ricade. Poiché in realtà ciò che lui pensa in sé differente è comunque legato dal comune tendere all’unico fine astratto che è stato scelto come denaro: potere di possedere.

Ecco l’uomo?

Ecco il fango nel fango.
Il liquame nel liquame.
La tossina nella tossina.

E così quando le sole cose di cui si ha davvero bisogno sono a portata di mano, subito si ambisce alla sofferenza del superfluo. Un cieco inganno che conduce proprio qui, dove sparisce l’individuo: estinzione della “specie”.

Perché ora nessuno sa da sé governarsi.
Agire? Fare?
Essere, avere, non essere, non avere.

Quale può mai essere l’espressione di questa massa se non esigere istituzioni volte a compiacere ogni suo desiderio e capriccio?

Si giudica e accusa la mancata capacità di governare dell’organo a questo preposto: il governo.
E infatti l’uomo non sa governarsi. L’uomo non fa l’uomo.
E si chiama tale, dice di essere. Pertanto non è.

Poiché faccio il nuovo ogni volta ed esso fa e fa fare.
Poiché non contemplo la stasi.
Poiché mi avete chiamato quando nome non ho posto.
Poiché avete definito leggi quando esclusivamente faccio.
Poiché avete stabilito fini e mezzi.

Qui ed ovunque
faccio e faccio fare.

Il dono… dona!

Amore e gioia!

La certezza della sorpresa!

Nuovo!

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